Get Adobe Flash player

Le nostre Strutture

Css

Rassegna Stampa

Comunità Terapeutica Riabilitativa per minori Tuga 3

Strumenti e metodi

La Comunità Terapeutica La Tuga 3 si propone come Struttura Residenziale  Terapeutico-Riabilitativa per minori.

L’assetto organizzativo vede il suo principale fattore terapeutico-riabilitativo nel lavoro di gruppo.

E’ la gruppalità, composta dall’insieme di tutti gli operatori, che adempie alla complessa funzione
terapeutica in ambito residenziale, che prevede:

  • il contenimento degli agiti e delle trasgressioni;
  • la mediazione con l’ambiente esterno comprensivo della famiglia, del territorio e della società; 
  • la promozione del senso di appartenenza alla nuova situazione abitativa, e di conseguenza l’acquisizione di un maggior senso della propria identità
  • l’accompagnamento del paziente nella vita quotidiana ed esterna alla struttura, con condivisione delle attività e dei diversi momenti della giornata.


La presenza di un gruppo permette, in quanto fatto di diversi operatori che si alternano nella giornata, la garanzia di una continuità che l’operatore singolo non può sostenere; permette inoltre che il paziente possa proiettare ed esprimere le diverse parti di Sé (spesso frantumate e in conflitto nella malattia mentale) su operatori diversificati, scelti a seconda delle caratteristiche di ognuno, che sarà poi compito del lavoro di gruppo unificare e restituire in una versione meno scissionale.
Il riferimento culturale è quello psicodinamico integrato, aperto comunque a contributi e conoscenze di diverso orientamento. All’interno del nostro stesso gruppo coesistono orientamenti differenti, pur nell’ambito dell’approccio prevalentemente psicologico alla sofferenza mentale.

Il realizzarsi di tale modello operativo garantisce al paziente di vivere all’interno di un gruppo terapeutico che ne permette il contenimento e, inoltre, di sviluppare relazioni di riferimento privilegiate ed essenziali che possano fornire modelli identificativi validi con la figura dell’adulto. Relazioni, quelle appena descritte, particolarmente importanti in età evolutiva e in ragazzi che ne hanno subito la carenza.
All’interno della cornice di base, prendono posto i progetti personalizzati, formulati per ciascun paziente a seconda della personale storia di vita, della diagnosi, della valutazione dinamica della personalità, della presenza o meno di un contesto familiare di riferimento e del grado di collaborazione al progetto. L'obiettivo generale che ci si prefigge è il  favorire il miglioramento dei sintomi, l'autonomia   individuale e  il funzionamento sociale mediante interventi educativi, psicoterapici e farmacologici.
Il numero limitato di utenti, rapportato all’équipe, consente interventi mirati, in cui ogni paziente è seguito da almeno due operatori. A tale impostazione è stato dato il nome di mini-équipe, intesa quale rapporto preferenziale tra operatori e paziente che permette una presa in carico sufficientemente personalizzata.
Il progetto personalizzato prevede diversi gradi di impegno: il primo, riguarda il coinvolgimento nell’organizzazione della giornata e l’adesione alle regole della comunità. Un impegno, per alcuni, talmente difficile da ottenere e mantenere da rappresentare un obiettivo in sé sul quale convogliare tutta l’energia. Adolescenti problematici, spesso provenienti da nuclei familiari incapaci di fornire contenimento, hanno in genere difficoltà ad accettare questo primo livello di impegno, pur sentendone nel contempo un forte bisogno. Il riconoscimento, da parte del ragazzo, della strutturazione del tempo, dei luoghi, dei modi con cui ottenere le cose, delle regole di una comunità è il primo passo verso la strutturazione di un senso del proprio Sé all’interno di uno spazio affettivo e sociale, dove necessariamente esistono spazi e tempi condivisi, cose che si possono o non si possono fare e dove la conseguenza dei propri atti ricade inevitabilmente sull’intero gruppo.
Tale percorso è costantemente affiancato da una presa in carico psicologico-individuale: la struttura, dotata di neuropsichiatri e psicologi presenti quotidianamente al suo interno, può ovviamente offrire sostegno psicologico personalizzato ai propri utenti attraverso colloqui che verranno impostati con frequenza e modalità valutabili caso per caso.


Per quanto riguarda l’attenzione dedicata ai famigliari degli utenti, è previsto un gruppo con i famigliari degli ospiti. Esso si pone lo scopo di creare uno spazio di condivisione delle esperienze e diminuire il vissuto di isolamento ed emarginazione delle famiglie; in esso, inoltre, si cercherà di fornire informazioni sul funzionamento della Comunità (regole ed attività) e su vari aspetti inerenti il disagio psichico (aspetti eziologici, andamento della malattia, quadri psicopatologici specifici, interventi terapeutici-farmacologici e non-, interventi riabilitativi, prospettive per il futuro). Un gruppo che si propone di favorire il miglioramento delle relazioni intrafamiliari tramite l’elaborazione dei vissuti emotivi ed il potenziamento delle risorse empatiche.
Infine, ogni qualvolta le circostanze lo richiedano, sono possibili anche incontri individuali con i famigliari effettuati da un referente della Comunità, membro della mini-èquipe di riferimento del minore interessato ed eventualmente da un Responsabile della Struttura. Interventi individuali che si pongono lo scopo, da una parte, di rendere attivo il ruolo della famiglia nel progetto terapeutico-riabilitativo e, dall’altra, costruire un’alleanza tra la famiglia ed i curanti. Tutto questo per promuovere un processo di trasformazione utile alla modifica degli equilibri relazionali familiari.

Proposta Formativa

Cerca su Google

Cerca nel sito

I Nostri Video

Vaso di Pandora Web

Intranet

Galleria

CSS Centro Scientifico Sanitario Srl - email: info@css.liguria.it  - C.F. e P.I. 01514880093