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Le nostre Strutture

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Rassegna Stampa

Comunità Terapeutica Riabilitativa per Minori Tuga 1

Strumenti e metodi

A nostro modo di vedere, la presa in carico dell’adolescente portatore di disagio psichico non può che muovere da alcune evidenze, di per sé incontestabili, ed è perciò da esse che cerchiamo di trarre quei principi cui tentiamo costantemente di ispirarci sia nell’elaborazione in generale delle metodiche d’intervento sia nel loro quotidiano estrinsecarsi in singole azioni concrete.

Quella tra tali evidenze che riteniamo assolutamente prioritaria è l’estrema delicatezza, ed al tempo stesso crucialità, della presa in carico precoce: riguardando essa persone che si trovano nel pieno del loro sviluppo fisico ed emotivo – che al contempo sono persone che, pur avendo già mostrato segnali di malessere psicologico, nondimeno nella maggioranza dei casi sono tuttora nell’opportunità di esprimere con la crescita un’ampia gamma di potenzialità –, detta presa in carico reca in sé la possibilità effettiva di un reale recupero, o quantomeno di una mitigazione del quadro clinico tale da permettere una vita non invalidante.

Le altre evidenze di cui riteniamo necessario tener conto nell’informare le nostre modalità d’intervento sono l’imprescindibile legame con la famiglia e, in senso più ampio, con l’intero contesto d’origine (salvo che in rari casi, infatti, l’obiettivo del percorso terapeutico-riabilitativo del minore presso la nostra struttura non può che essere il rientro nell’ambito di provenienza previo, quando anch’esso abbia mostrato segnali di sofferenza, un lavoro eseguito di concerto con le varie agenzie territoriali e finalizzato alla risoluzione/rimozione delle eventuali cause ambientali che ancora ostino ad un armonico sviluppo del  giovane), nonché la promozione di quelle aree dell’individuo che, meno toccate dal disagio, recano le sue potenzialità evolutive (a tal fine, cerchiamo di prestare particolare attenzione alla possibile fruizione da parte del minore, non appena lo permettano le sue condizioni, di attività esterne in grado di arricchirne la persona, e cioè attività formative esterni – scuola, corsi professionali – ovvero attività ludico-ricreative o sportive).

Sulla base di tali presupposti, il criterio prioritario al quale cerchiamo costantemente di uniformare la nostra metodologia d’intervento è quello della più ampia e più fluida circolarità di comunicazione; ciò al fine di integrare quanto più possibile i diversi aspetti che costituiscono la personalità del giovane ospite, evitando al tempo stesso quel rischio di frammentazione cui, come abbiamo modo di osservare ogni giorno, è esposto in generale l’adolescente e, a maggior ragione, quello che già mostri segni di malessere psicologico. A tale scopo viene data particolare importanza, nello svolgersi della presa in carico, ai momenti di scambio e confronto, sia interni (affido dell’ospite ad una miniequipe, che si occupa tanto degli aspetti strettamente terapeutico-riabilitativi attraverso colloqui psicoterapici e l’individuazione di un progetto personalizzato quanto della gestione della quotidianità; riunioni settimanali in equipe allargata con discussione clinica approfondita su ciascun ospite) che esterni (partecipazione ad incontri di supervisione con uno psicoanalista, alla cui attenzione vengono di volta in volta sottoposti quei casi che abbiano evidenziato elementi di particolare criticità; collaborazione permanente, attraverso contatti ed incontri periodici, con le varie agenzie presenti sul territorio di origine del giovane ospite, nonché con la sua famiglia e/o altre figure significative di riferimento; costante monitoraggio dei progetti esterni, e in particolare la scuola, attraverso momenti di confronto con i relativi referenti, anche al fine di una ricalibratura ogni qual volta se ne ravvisi la necessità).

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