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Rassegna Stampa

Comunità Terapeutica Psichiatrica Montezemolo

Strumenti e metodi

STRUMENTI / METODOLOGIE PER LA RILEVAZIONE DEI BISOGNI REALI E POTENZIALI DEGLI OSPITI

Dal momento dell’ingresso inizia la fase di osservazione da parte dell’equipe per valutare l’idoneità dell’inserimento e per definire i bisogni reali e potenziali del paziente.

Per ogni ospite inserito è cura della mini-equipe di riferimento redigere un progetto terapeutico e riabilitativo specifico a seconda delle aree individuate come potenzialmente suscettibili di miglioramento.

La definizione del progetto terapeutico viene fatta in accordo con il DSM di competenza.

L’avanzamento di tale progetto viene verificato in occasione delle mini-equipe interne.

Si è deciso di utilizzare come strumento di intervento specifico nel processo di cura e riabilitazione dei pazienti psichiatrici il Progetto Redancia, nato nel 1990 dalla necessità di proporre un modello di intervento integrato con le altre agenzie deputate al trattamento dei disturbi mentali, fornendo uno spazio transizionale, vale a dire una “palestra” in cui saggiare le residue potenzialità ed offrire stimoli gradatamente più intensi per favorire il reinserimento sociale, l’acquisizione di un maggiore grado di autonomia e l’eventuale avvio a percorsi lavorativi, coinvolgimento direttamente in questo percorso anche il paziente e la sua famiglia.

Nato dalla sintesi di più esperienze condotte in campo psichiatrico, il progetto approfondisce sul piano umano, sociale, e scientifico il problema del disagio psico-sociale e si propone come strumento terapeutico per la risocializzazione di soggetti affetti da problemi di natura psicologica e psichiatrica.

Metodologia d’intervento terapeutico-riabilitativo residenziale

La metodologia dell’intervento si svolge attraverso:

  A.    Intervento riabilitativo diretto:

Prevede il recupero delle capacità residue e l’acquisizione di nuove abilità del paziente, lo sviluppo delle capacità di autonomia nella cura di sé stesso e del proprio ambiente di vita e l’esposizione ad attività interne ed esterne su un registro terapeutico, risocializzante, formativo e lavorativo.

Si effettua tramite l’elaborazione del progetto terapeutico-riabilitativo individuale formulato, considerando il tipo di patologia, le capacità ed i bisogni individuali.

In termini maggiormente operativi, l’osservazione del paziente, nella fase che precede l’elaborazione del progetto, si rivolge principalmente a cinque ambiti della vita di una persona:

  1.    La cura personale: igiene personale, cura dell’aspetto (cura di capelli e barba) e dell’abbigliamento, cura della propria salute fisica (alimentazione, sapere a chi rivolgersi in caso di malattia), gestione della propria salute psichica (riconoscimento dei segni precoci di crisi, uso di strategie di coping, assunzione di farmaci secondo le prescrizioni, capacità di discutere col medico l’opportunità di un aumento o di una diminuzione del dosaggio).

  2.    La cura del proprio spazio di vita: collaborazione alle attività domestiche (mantenere in ordine la propria stanza ed i propri oggetti, gestione quotidiana del proprio spazio).

  3.    Le relazioni familiari: qualità delle relazioni familiari, funzioni e ruoli all’interno della famiglia d’origine e acquisita, esistenza di una relazione con un partner sessuale (coniuge o altro) e la qualità di questa relazione.

  4.    Lo spazio sociale e ricreativo: presenza di amici, partecipazione alla vita della Comunità (attività sia di tipo ricreativo che di tipo organizzativo, come riunioni e collaborazione alle attività domestiche), modalità di gestione del tempo libero.

  5.    L’attività lavorativa o di studio: capacità di sostenere i ritmi di lavoro o di studio, abilità lavorativa o di performance scolastica, efficienza ed impegno nelle attività svolte, qualità delle relazioni con i colleghi o i compagni di studi.

Nella stesura del progetto gli obiettivi e gli strumenti utilizzati per raggiungerli vengono posti all’interno di specifiche aree:

  • Asse Cura del Sé;

  • Asse Famiglia;

  • Asse Ricreativo-Sociale;

  • Asse Lavoro;

  • Asse Abitazione;

  • Altro.

Il progetto pensato per ogni singolo paziente è lo strumento che necessariamente guida l’agire terapeutico-riabilitativo quotidiano, lo strumento utilizzato dell’ equipe per riflettere sul proprio agire, verificando concretamente l’efficacia degli interventi programmati, nonché lo strumento per comunicare con gli enti invianti circa l’andamento del percorso terapeutico-riabilitativo.

In base agli obiettivi del progetto terapeutico-riabilitativo individuale avviene l’inserimento nei gruppi con finalità terapeutico-riabilitative. La scelta di una attività è affidata ad una contrattazione che rispetti da un lato la scelta del paziente e dall’altro l’indicazione tecnica che tenga presente la potenzialità, i limiti e le inclinazioni che sono spesso molto variabili da individuo ad individuo. Fondamentale è arrivare ad una negoziazione degli obiettivi con il paziente: poiché si impegni occorre prima di tutto aiutarlo a rendersi conto dell’esistenza di un problema e parallelamente che egli sia convinto che l’obiettivo è per lui importante e raggiungibile. Per tale motivo i progetti sono personalizzati e sono per necessità flessibili anche nell’ambito di uno stesso individuo a seconda dei diversi momenti del percorso terapeutico-riabilitativo. A tale scopo sono programmati:

  • momenti di verifica, aggiornamento ed eventuale riformulazione degli obiettivi del progetto terapeutico-riabilitativo con cadenza almeno trimestrale da parte dell’equipe curante.

  • momenti di valutazione da parte della mini-equipe di riferimento dell’ospite, con frequenza maggiore, variabile in relazione all’andamento del progetto stesso, ma almeno mensile.

  • incontri di verifica ed aggiornamento del progetto terapeutico-riabilitativo con i referenti del Servizio Psichiatrico inviante (con cadenza prestabilita al momento dell’ingresso e indicata nella proposta d’inserimento.

Con lo stesso criterio ciascun paziente è, inoltre, indirizzato e supportato ad utilizzare il proprio tempo libero  in modo finalizzato e piacevole, usufruendo delle diverse opportunità che offre la vita di città quali corsi sportivi o di qualsiasi altro tipo, cinema, mostre, teatro, ristoranti, etc.

Fra le attività a carattere prevalentemente ludico e risocializzante prevediamo quindi passeggiate , attività sportive, frequentazioni di bar e sedi di associazioni, visione comune di film, etc., attività che tuttavia, non devono restare fine a sé stesse, ma quanto accade deve essere ripensato nella sua dimensione individuale e gruppale, mantenendo quindi un senso terapeutico. Le finalità principali restano, oltre a quella immediata di creare una certa piacevolezza, quella di fornire occasioni di esercizio delle abilità fondamentali e quella di mantenere e rafforzare i legami con la collettività esterna. In questa prospettiva, si persegue costantemente l’integrazione con il tessuto sociale e le risorse del territorio, dai Servizi Sociali, alle associazioni di volontariato, a quelle per il tempo libero.

Sono previste attività pre-lavorative ed interventi di formazione al lavoro e di inserimento lavorativo: le attività pre-lavorative costituiscono una tappa spesso, anche se non sempre, necessaria prima dell’assunzione di responsabilità propriamente lavorative e consistono in interventi di collaborazione alle attività (mansioni) interne alla Comunità; per gli interventi di formazione al lavoro e di inserimento lavorativo ci si avvale delle opportunità che la vigente legislazione offre per il lavoro protetto (tirocinio lavorativo, borsa lavoro, etc.).

  B.    Attività psicoterapeutiche di tipo individuale e di gruppo:

Sono effettuate dal personale specialistico dell’equipe curante, al fine di raggiungere un miglioramento delle capacità relazioni degli ospiti sia nei rapporti duali sia all’interno dei gruppi.

In linea con le indicazioni alle cure residenziali psicodinamicamente orientate ( Gabbard, 1986) si sono individuati i seguenti trattamenti:

  • Intervento espressivo-supportivo individuali: viene calibrato rispetto alle risorse del paziente e contestualizzato nella relazione instaurata con l’operatore. E’ volto a contenere le espressioni dirette dei derivati degli impulsi e delle pulsioni, rafforzando l’Io (o il Super-Io) e incoraggiando configurazioni difensivi più mature.

  • Intervento espressivo-supportivo di gruppo: offre ai pazienti l’opportunità di scoprire come funzionano nelle situazioni grippali, svelando gli ostacoli e le difficoltà che ciascuno incontra nel rapportarsi agli altri, i ruoli che giocano, le aspettative e le fantasie inconsce. E’ volto a favorire la costituzione di un gruppo che viene individuato dai singoli membri come risorsa supportava in condizioni informali.

  • Intervento gruppale applicato al contesto familiare: permette di contenere le angosce ed i vissuti d’impotenza caratteristici di tutti coloro che si confrontano con la patologia psichiatrica. Tale contenimento permette, seppur indirettamente, la produzione di effetti terapeutici e riabilitativi sul paziente stesso.

  C.    Riunione d’equipe:

Oltre ai momenti di incontro quotidiani fra gli operatori in turno per il passaggio delle consegne, una volta alla settimana si tiene la riunione d’equipe. La riunione dura circa tre ore, in essa vengono descritti tutti gli ospiti della Comunità.

L’elaborazione e la verifica del progetto è il momento in cui si concretizza l’agire riabilitativo, nel quale avviene l’incontro e confronto tra le diverse professionalità che operano all’interno dell’equipe terapeutica, le quali portano il proprio contributo in relazione al loro particolare vertice di osservazione del paziente, in un lavoro che non cancella l’eterogeneità del sapere e delle competenze, ma tende a mettere in un incontro costruttivo i diversi elementi, al fine di lavorare col paziente in una dimensione che lo consideri nella sua globalità.                                                                                       

Nella riunione ogni operatore riferisce, secondo il proprio ruolo e funzione, informazioni riguardo l’andamento  del paziente in rapporto alla Comunità e al progetto in corso. Questo non solo permette di modulare gli interventi terapeutico-riabilitativi, ma anche di abbassare il livello di burn-out degli operatori che, nel confronto di gruppo, possono ritrovare il senso complessivo del loro lavoro ed approfondire una visione più composita e completa del paziente.

Tale impostazione metodologica offre evidenti vantaggi: gli operatori, essendo costantemente supervisionati, riescono ad interagire con l’utenza in modo incisivo, migliorando, di riflesso, i rapporti degli ospiti con il mondo sociale che gli circonda.           La funzione della riunione d’equipe è legata ad un lavoro combinato nella direzione dei pazienti e degli operatori: lo scambio di notizie, impressioni, valutazioni sui pazienti, unitamente ad uno stile condiviso dalle varie figure presenti, anche se con competenze professionali diverse, rappresenta il fondamento, il punto di partenza per qualsiasi tipo di intervento terapeutico.

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