|

Dalla
osservazione che il percorso di terapia e riabilitazione del paziente
psichiatrico necessità di una continuità assistenziale e terapeutica che
sola può permettere l'ulteriore passaggio dalla residenzialità istituzionale
a quella della comune e normale abitazione, nasce la soc. coop. IL RAFFIO
che si propone di collaborare con gli enti locali e le aziende sanitarie
locali per fornire una casa al paziente, ed insieme ad essa una assistenza
adeguata: dalla collaboratrice domestica all'educatore, all'infermiere,
all'assistente sociale, allo psicologo; tutto sotto la diretta supervisione
di esperti del settore.
Si passa
quindi dal concetto di posto letto (classico della medicina tradizionale) a
quello di menu di prestazioni che rende l'intervento più agile e più
personalizzabile.
Evidente è il continuum con il progetto che il gruppo Redancia propone; esso
deriva dalla volontà di fornire ai committenti ed ai clienti la migliore
articolazione possibile delle proposte terapeutiche riabilitative.
PROGETTO "SOSTEGNO
ALL' ABITARE" COOPERATIVA SOCIALE IL RAFFIO ONLUS
Il
Raffio è una Cooperativa Sociale che nasce nel 2001 all'interno del circuito
psichiatrico riabilitativo delle Comunità Terapeutiche Redancia, con
Presidente il Rag. Giusto Fabio.
Obiettivo del Servizio: è quello di offrire al paziente psichiatrico una
dimensione riproducibile il modello della CASA.
Oggetto
del Servizio:
è quello di proporre servizi terapeutici di sostegno educativo ai
pazienti ed alle famiglie collaborando con gli enti locali, con le aziende
sanitarie in un progetto integrato e concordato.
Modalità
di attuazione del progetto:
i curanti del Servizio di Salute Mentale individuano pazienti con
caratteristiche cliniche e livello di autonomia tali da poter permettere un
progetto di reinserimento domiciliare. Generalmente tali pazienti sono
ospiti di strutture psichiatriche residenziali e sono al termine del loro
progetto riabilitativo comunitario. La domiciliazione fornirebbe un proseguo
congruo al progetto terapeutico instaurato in comunità, alla luce dei
risultati terapeutici raggiunti.
Pertanto individuato il paziente, i curanti contattano là responsabile della
direzione tecnica della Cooperativa che si occupa di reperire un operatore
idoneo per caratteristiche personali e formazione professionale, a svolgere
il servizio richiesto. Tale operatore viene presentato ai curanti e in
accordo con essi si stenderà un progetto di massima, con obiettivi, tempi e
modalità di attuazione. Dopo di che l'operatore ed il paziente interessato
si conosceranno in un incontro generalmente presso il CSM. Inizierà pertanto
il lavoro effettivo con il paziente, in rete ed in accordo costante con i
curanti territoriali.
E'
necessario precisare che laddove il paziente individuato sia ospite di
comunità terapeutica, diventa necessario considerare un previo periodo di
contatto con i curanti della comunità terapeutica, al fine di raccogliere
informazioni e dati clinici rispetto al livello riabilitativo raggiunto.
Tutto ciò precede la conoscenza diretta con il paziente, Affinché il lavoro
sia effettivamente di rete e venga. vissuto dal paziente non come uno
"scarico" ma come un aiuto concreto, si rende talvolta necessario un periodo
di intervento presso la comunità dov'è alloggiato, per mettere le premesse
per una relazione affettiva di fiducia.
|
 |
|
Tempi
dell'intervento:
Ogni paziente ha un progetto personalizzato, un obiettivo specifico e una
previsione temporale di realizzazione dello stesso. Il progetto si svolge
settimanalmente, generalmente con più presenze settimanali da parte
dell'operatore. Tali presenze dovranno utilizzarsi per la condivisione della
quotidianità, i rapporti con i familiari, con l'esterno, con eventuali
attività riabilitative effettuate, per gli appuntamenti di verifica con i
curanti territoriali e quant'altro necessario. Per ogni progetto il
direttore tecnico fornisce costante supervisione al lavoro svolto, tenendosi
in contatto tramite incontri sia con l'operatore deputato al progetto sia
con i curanti territoriali, sia nell'eventualità con il paziente stesso. Da
ciò si evince che il numero di ore è soggettivo.
Tale
variabile dipende dalle condizioni cliniche del paziente e dagli obiettivi
che il progetto si prefigge di raggiungere.
Sedi
di attuazione del progetto:
il progetto si svolge per la maggior parte a domicilio del paziente, o nei
luoghi stabiliti in accordo con il paziente stesso e con gli operatori di
riferimento.
Monitoraggio
del progetto:
ogni operatore è tenuto a compilare un diario quotidiano dove deve annotare
il lavoro svolto, le osservazioni cliniche, gli incontri di coordinamento.
Tale scritto viene poi discusso col direttore tecnico che provvede, se
necessario, ad apportare modifiche o cambiamenti al progetto.
Figure
professionali compo-nenti lo staff:
il Raffio
dispone di tutte le figure professionali (medici, psicologi, educatori,
infermieri, OSS) necessarie alla presa In carico del paziente psichiatrico.
Ogni progetto individualizzato prevede il coinvolgi mento delle
professionalità utili ad integrare e completare la presa in carico da parte
dei curanti territoriali (e/o privati) già interessati al caso al fine di
costituire una rete di intervento completa e funzionale.
|
Il Raffio
onlus
Soc. coop a r.l.
via Boselli 3/5
17100 Savona (SV)
tel./FAX 019812072
Responsabile:
Dr. Costanzo Cassullo
ilraffio@redancia.net |
|