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Finalità e obiettivi
generali
La Comunità
Terapeutica Psichiatrica Redancia Po nasce coerentemente con il progetto del
Gruppo Redancia, gruppo a cui fanno capo diverse Comunità situate in
Liguria, Piemonte, Lombardia e Calabria. per rispondere alle esigenze
residenziali e terapeutiche di pazienti giovani-adulti che necessitino di
trattamenti individualizzati ed a termine (massimo trentasei mesi).
Il progetto Redancia,
strumento di intervento specifico nel processo di cura e riabilitazione dei
pazienti psichiatrici, nasce nel 1990 dalla necessità di proporre un modello
di intervento integrato con le altre agenzie deputate al trattamento dei
disturbi mentali, fornendo uno spazio transizionale, cioè una “palestra” in
cui saggiare le residue potenzialità e fornire stimoli gradatamente più
intensi per favorire in reinserimento sociale. Alla base di questo progetto
vi è, quindi, la necessità di collaborare per creare un percorso coerente, a
partire dal primo invio in una struttura, di solito pubblica, fino
all’inserimento in Struttura Residenziale ed alla formulazione di un
progetto di reinserimento sociale e lavorativo, coinvolgendo direttamente in
questo percorso anche il paziente e la sia famiglia. Appare di fondamentale
importanza che ogni paziente sia seguito lungo tutto il proprio percorso
sempre dalle stesse figure professionali, attraverso la formazione nella
struttura comunitaria di mini-équipe costituite da invianti ed operatori
della comunità.
Si tratta di una
struttura a media intensità assistenziale (D.G.R. n 6/38133 del 6 agosto
1998), iscritta nel registro delle strutture accreditate della Direzione
Generale della Sanità, che intende privilegiare l’analisi dei bisogni
singolari adattando le risposte terapeutico-reabilitative a questi ultimi.

La struttura
La struttura è
composta di 4 villette a schiera autonome ed indipendenti tra loro
adiacenti, ciascuna delle quali può ospitare al massimo nove persone. Ogni
villetta è dotata di ampio soggiorno, con sala da pranzo, cucina dove
vengono preparati i pasti dai pazienti stessi secondo turni da loro
stabiliti e con la costante supervisione degli operatori e camere da letto
per gli ospiti e personalizzabili.
La struttura non è
quindi istituzionalmente connotata, ma fornisce un ambiente in grado di
riproporre la naturalità della famiglia, seppure allargata, una struttura
aperta in cui gli ospiti sono coinvolti, ed in un certo senso immersi, nella
vita quotidiana di una casa normale. Inoltre, l’ottimo collegamento col
contesto urbano permette una forte integrazione col tessuto sociale.
Le caratteristiche
della struttura appaiono quindi congrue con il principio di flessibilità e
modularità che ispira il programma, potendosi ben adattare alle esigenze di
un’utenza che necessita di una soluzione abitativa, “base sicura” per
l’avvio di progetti di inserimento lavorativo e di reinserimento sociale,
con caratteri quindi di temporaneità, essendo l’obiettivo finale quello
dell’acquisizione di una completa autonomia abitativa.
Gli ospiti
Gli ospiti accolti in
Comunità sono giovani-adulti affetti da disturbi psichiatrici
(principalmente con diagnosi di psicosi, con particolare attenzione agli
esordi e disturbi di personalità, soprattutto borderline e antisociale) per
i quali si ritiene necessario un intervento di tipo terapeutico-
riabilitativo basato sull’acquisizione di strategie e di competenze
finalizzate al conseguimento di una maggiore autonomia nel quotidiano, di
una migliore capacità di controllo e di modulazione degli impulsi e delle
emozioni e di una più gratificante vita di relazione. l’obiettivo è quello
di rendere gradualmente i pazienti capaci di vivere in condizioni di
maggiore autonomia presso strutture con un minor grado di intensità
assistenziale oppure presso una loro abitazione, piuttosto che rientrare
nelle famiglie, là dove ciò sia possibile e venga ritenuto una soluzione
adeguata. Inoltre, il gruppo Redancia ha sviluppato una Cooperativa Sociale,
“Il Raffio”, nata dall’osservazione che il percorso di terapia e
riabilitazione del paziente psichiatrico necessita di una continuità
assistenziale e terapeutica che sola può permettere l’ulteriore passaggio
dalla residenzialità istituzionale a quella della comune e normale
abitazione; la Cooperativa si propone, quindi, di collaborale con gli enti
locali e le Aziende Sanitarie Locali per fornire una casa al paziente, ed
insieme ad essa l’assistenza adeguata sotto la diretta supervisione di
esperti del settore.
L’èquipe degli operatori
Le diverse figure
professionali operanti all’interno della struttura sono quelle previste
dalla Regione Lombardia per quanto concerne le strutture a media assistenza,
figure diverse che integrano le proprie esperienze ed i propri modelli
formativi: psichiatra ed educatori professionali. Tuttavia, in aggiunta a
tali operatori, è garantita una presenza anche durante le ore notturne e
sono presenti psicologi che collaborano con gli educatori professionali per
le attività quotidiane ed operatori specializzati per lo svolgimento degli
atelier e delle attività di gruppo. E’ inoltre operante personale di
servizio, sebbene gli ospiti siano tenuti a svolgere alcuni compiti
quotidiani di pulizia, delle proprie camere e degli spazi comuni, che
appartengono a quelle abilità di base che ciascuno di loro deve imparare ad
avere e rispettare.
L’équipe si incontra
settimanalmente in un gruppo di supervisione e di verifica dei progetti
terapeutico-iabilitativi, gruppo al quale sono tenuti a partecipale tutti
gli operatori, medici e gli psicologi.

La formazione
Elementi centrali per
il gruppo sono quelli relativi alla formazione, che non può prescindere
dall’esperienza diretta e dalla riflessione costante su di essa, e la
particolare attenzione alle dinamiche di gruppo che vengono affrontate con
la supervisione, a cadenza mensile, di un membro ordinato della Società
Psicanalitica Italiana. Sono inoltre previsti seminari di aggiornamento e di
studio ai quali partecipa tutta l’équipe, nonché attività di supervisione
individuale per i medici psichiatri operanti in Comunità. Mensilmente si
tiene un gruppo di supervisione per l’interio staff a cura del Direttore
Scientifico centrato su tematiche inerenti l’organizzazione del lavoro.
Il lavoro terapeutico e
riabilitativo
Per ogni paziente
viene individuato e concordato tra la Comunità, gli invianti del Servizio
Territoriale di competenza ed il paziente stesso un Piano Terapeutico
Riabilitativo che deve conciliare attività terapeutiche, riabilitative e
ludiche, focalizzando alcuni obiettivi realistici e soggettivi sui quali
concentrare lo sforzo dell’équipe curante e del paziente stesso. Per
perseguire tali obiettivi, si ritiene essenziale la collaborazione con il
Servizio inviante, attraverso la formazione di mini-équipe che
verificheranno il raggiungimento degli obiettivi del singolo progetto
terapeutico-riabilitativo attraverso incontri periodici, revisioni,
indicazione di nuovi obiettivi e verifiche nel tempo.
Il progetto specifico
del paziente viene formulato ponendo gli obiettivi all’interno di
specifiche aree:
a. asse
Cura del SE’ ;
b. asse
Lavoro ;
c. asse
Ricreativo-Sociale ;
d. asse
Abitazione ;
e. asse
Famiglia ;
f. altro.
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L’accoglimento del paziente fa seguito ad una fase di valutazione e di
presentazione del caso all’équipe da parte dei referenti territoriali, con
uno o più incontri con il paziente stesso e brevi visite alla Comunità.

Ogni paziente viene
affiancato da un operatore di riferimento che seguirà, insieme allo
psichiatria, le varie fasi di progettazione degli interventi
terapeutico-riabilitativi, a partire dalla fase di osservazione nel primo
periodo dopo l’ingresso in struttura, e si prenderà cura di lui soprattutto
nelle fasi iniziali dell’inserimento e dell’ambientazione, aiutandolo nelle
necessità quotidiane, motivandolo al
rispetto dei compiti
ed eventualmente accompagnandolo nelle prime esposizioni esterne.
Momento essenziale
della vita di Comunità è l’assemblea generale di operatori e ospiti, spazio
che offre l’occasione per decisioni partecipate, evidenzia problemi
comuni-pratici ed emotivi-relazionali e consente di discuterne le soluzioni,
favorisce la costruzione della Comunità come un “tutto coerente”. La
partecipazione costituisce obbligo per tutti. Le altre attività sono più
facoltative e scelte “su misura” del singolo paziente, ossia in base agli
obiettivi del Piano Terapeutico Riabilitativo Individuale. Le attività,
affidate ciascuna ad un conduttore specializzato, sono molteplici, e nessuno
degli ospiti partecipa a tutte, né lo dovrebbe: la scelta di una attività è
affidata a una contrattazione che rispetti da un lato la scelta del paziente
e dall’altro l’indicazione tecnica.
Quelle a impronta più
nettamente psicoterapica sono: arteterapia, danzaterapia, psicodramma e
gruppo psicoterapeutico condotto dal Direttore Sanitario, in cui il modello
psicodinamico si integra a strategie di tipo cognitivo-comportamentale, con
lo scopo di creare uno spazio che contiene un gruppo di persone capaci di
dialogare ed intrigare tra loro.
Ciascun paziente è,
inoltre, aiutato ad utilizzare il proprio tempo libero in modo finalizzato e
piacevole e viene in questo indirizzato e supportato dagli operatori i quali
devono tenere presenti le potenzialità, i limiti e le inclinazioni che sono
spesso variabili da caso a caso. Fra le attività a carattere prevalentemente
ludico e risocializzante prevediamo quindi passeggiate, attività sportive,
frequentazioni di bar e di sedi di associazioni, visione comune di film ed
altro ed i pazienti possono inoltre essere stimolati ed aiutati a sfruttare
le diverse opportunità che offre il territorio. Infine, offriremo attività
pre-lavorative e lavorative, tutte caratterizzate dall’orientamento verso un
risultato pratico. Quelle pre-lavorative consisteranno in interventi di
collaborazione alle attività interne alla Comunità, mentre quelle lavorative
potranno valersi delle opportunità che la vigente legislazione offre per il
lavoro protetto o, in prospettiva, potranno concludersi con l’avviamento ad
un lavoro non protetto.
Insieme ai pazienti,
in un tentativo dialettico di conciliare i sentimenti spesso ambivalenti
verso la famiglia e le esigenze del cammino terapeutico, vengono concordate
le visite a casa, ed eventuali brevi permanenze presso la famiglia (fine
settimana, periodi festivi, vacanze..). E’ previsto un sistematico lavoro
con le famiglie: con il singolo nucleo che andrà costantemente coinvolto nel
lavoro terapeutico-riabilitativo e di tipo psicoeducazionale con il gruppo
familiari, a cadenza mensile e volto ad ottimizzare la collaborazione fra i
familiari stessi e la struttura, nonché a favorire il realizzarsi di
attività di auto-aiuto destinate possibilmente a formalizzarsi in una vera e
propria associazione o nell’adesione del gruppo ad associazioni esistenti
che ne condividano gli scopi. I medici ed il personale della Comunità si
avvalgono della collaborazione del medico del SSN, a cui fanno riferimento
tutti gli ospiti della Comunità, per ogni esigenza di tipo specialistico
relativamente all’eventuale presenza di patologia organiche. Si è deciso di
aderire alla proposta del Gruppo Redancia di utilizzare, per la raccolta dei
dati clinici sui singoli pazienti e per il rilevamento della tipologia di
interventi svolti, il documento Redancia System come cartella clinica, da
tempo utilizzato nelle strutture che fanno parte del gruppo Redancia ed
attualmente in corso di elaborazione anche come versione informatica. Lo
scopo è di permettere agli operatori dell’équipe curante di avere una
visione del divenire del paziente nei vari momenti comunitari e di passare
da un’impostazione di tipo autoreferenziale ad una dimostrabile con dati
confrontabili, considerando come prioritaria la possibilità di dichiarare
ciò che si intende fare e quindi il progetto terapeutico ed i risultati
ottenuti oltre che i tempi stabiliti. L’idea è stata quella di dividere la
cartella clinica in moduli che descrivessero l’individuo ospitato in
struttura prendendo in considerazione i suoi bisogni di salute sia
psicologica che fisica.

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REDANCIA PO
Direttore Scientifico: Prof. Giovanni Giusto
Direttore Sanitario: Dr Luca Modolo
Direttore di Comunità : Dott.ssa Monica Acquasanta
Spec.in psichiatria: Dr. Gavarini Alessandro
INDIRIZZO: via Monte Nero, 9
LOCALITA': 26013 Crema (CR)
TEL.: 0373.230809 FAX: 0373.30604
EMAIL: redanciapo@redancia.net
WEB: www.redancia.it/red_po.php
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